ARTE&DESIGN

Malinconia naïv

Conversazione con Pierpaolo Febbo
di Alberto Panegos | Illustrazioni: Pierpaolo Febbo

L’ultima volta che ho passato un po’ di tempo con Pierpaolo è stato qualche anno fa, stavamo bevendo una roba al bar. Io stavo per partire per fare il proiezionista in un cinema in località marittima, e lui da poco sapeva che sarebbe diventato papà. In seguito i nostri occhiali neri e le nostre barbe si sono incrociati qua e la, ma non abbiamo più avuto occasione di fare una chiacchierata con calma. Mi sembra giunto il momento. Hai ricominciato a disegnare dopo un periodo di pausa, mi dicevi…

Ciao Alberto, che piacere questa chiamata. Sì, ho ritrovato un po’di costanza, diciamo così. Ho riempito qualche taccuino e riniziato a dipingere, ad usare gli acquerelli e le matite grasse. Ho ripreso anche a produrre dei collage, tecnica che avevo accantonato anni fa ma che mi soddisfa davvero molto.

Tratti spesso infantili, minimalismo, natura e un filo di malinconia…ti ritrovi?

Assolutamente, credo tu abbia sintetizzato in quattro termini ciò che faccio. Non sono mai riuscito ad essere barocco nei miei lavori, ho sempre preferito togliere che riempire. La malinconia è il trait d’union di tutta la mia produzione, anche dove non si avverte. È un sentimento che cerco di coltivare nel profondo da sempre e che non sempre è negativo, può essere altamente confortante; sta immediatamente sopra alla nostalgia che però è più becera e alimenta rimpianti. La malinconia è come la febbre a dicembre sotto le coperte e la neve fuori. La natura a volte codificata in forme minimali o infantili, ritagli da vecchi libri di scuola o enciclopedie degli animali, mi è necessaria per interpretare questo stato d’animo.

Una cosa che mi colpisce nei tuoi lavori è l’utilizzo del colore, dato a tratti e mai troppo presente. Mi ricorda gli album da colorare…

Questo è un retaggio della mia infanzia, dove, come molti, disegnavo tantissimo e non coloravo mai nulla. Ho iniziato ad utilizzare il colore con soddisfazione, da davvero poco, più che altro ne ho trovato un senso, una valore evocativo.

C’è qualche artista contemporaneo, illustratore, writer o pittore che sia, che segui?

Ho sempre nutrito un grande interesse per i libri per l’infanzia, adoro moltissimo il lavoro di Laura Carlin e Beatrice Alemagna. Uno dei miei artisti preferiti è sicuramente Federico Herrero; seguo sempre con piacere il lavoro di Tellas e ho ammirato sempre molto l’opera di Lawrence Carroll, mentre trovo che Serena Vestrucci sia un’artista davvero interessante.

Progetti in ballo, o futuri?

Per ora pochissima roba, una mostra itinerante sugli sketchbook e la realizzazione di un motivo decorativo per tessuti.

Consigliami un libro, un film ed un disco per oggi (anche di più se vuoi).

Il mondo come piace a me di Laura Carlin è un libro fantastico, Roma di Alfonso Cuarón è uno dei film più belli che io abbia mai visto e L’isola dei cani di Wes Anderson è spettacolare. Ho appena saputo della morte di Daniel Johnston, quindi come disco ti dico la colonna sonora di Kids di Larry Clark, dove Daniel è in ottima compagnia.

di Alberto Panegos | Illustrazioni: Pierpaolo Febbo