RECENSIONI

Hoppípolla: salto in una pozzanghera

di Eleonora Boscariol | Fotografie: Paolo Burato

Vi raccontiamo un progetto speciale. Si chiama Hoppípolla, come la canzone di Sigur Rós, e nasce dalle menti di quattro ragazz* che da Torino a Roma, passando per Pescara, hanno connesso energia creativa e rispettive competenze per dar vita ad un prodotto che mescola l’oggetto materiale al contenuto culturale, con sapiente attenzione per il sotterraneo, e per il fascino dell’ignoto.

Hoppípolla è anche, e forse prima di tutto, una parola islandese che significa “saltare nelle pozzanghere”, come bambini, lasciarsi sorprendere da piccole cose, correre il rischio, mettersi in gioco ad occhi chiusi senza sapere come sarà. Dev’essere andata proprio così quando nel 2016 Paola, ispirandosi ad un ricordo adolescenziale, pensò che la sua idea avrebbe potuto funzionare. Ed è quello che succede a chi ogni mese riceve a casa la propria Hoppípolla.

Che cos’è Hoppípolla e come funziona

Hoppípolla  è una scatola di “cultura indipendente per corrispondenza”. Ogni mese un nuovo packaging e nuovi contenuti all’interno. Solitamente un oggetto di design o artigianato creativo, un progetto di editoria indipendente, una playlist musicale creata ad hoc, il contributo di un illustratore o illustratrice.

Un’unica condizione: il contenuto rimane sconosciuto finchè il corriere non consegna la box nelle mani di chi ha deciso di spendere dei soldi per qualcosa, senza sapere esattamente che cosa sia.

Poi la apri, e pensi che quei soldi li hai spesi bene. Ogni volta.

La scatola si può acquistare direttamente sul sito di Hoppípolla ad un prezzo tra l’altro accessibile. Per chi si rende conto di non poterne più fare a meno, c’è l’opzione abbonamento 3, 6, 12 mesi. Così come ci si abbonerebbe ad una rivista, perché se ne condivide la linea editoriale, senza sapere ovviamente cosa ci sarà scritto nel numero successivo.

Da poco Hoppípolla è anche casa editrice e sta sfornando titoli non poco interessanti.

Identikit degli inventori di Hoppípolla

Paola Tartaglino, di Torino, storica dell’arte contemporanea, autrice del blog We Make a Pair, scrive anche per Casa Facile. Un background perciò già pregno di interesse per il design e l’handmade.

Simona Basilavecchia, fotografa, e Nicola Minerva, ingegnere, entrambi di Pescara. Due nomi che stanno anche dietro le quinte di Co-Hive, community digitale che raccoglie e promuove il lavoro di artigiani, maker, crafter e designer di tutta Italia. Uno spazio virtuale che facilita la condivisione di competenze, strumenti e spazi lavorativi, riducendo i rischi e minimizzando i costi. Co-Hive è anche un market e un blog. Una versione proiettata al futuro delle botteghe artigiane di un tempo.

Francesco Rellini, di Roma, co-founder di Scooterino, l’app di scooter sharing che permette di condividere passaggi su due ruote, risparmiando tempo, denaro e inquinamento.

Perché questo progetto ci piace

È colorato. Hoppípolla è indubbiamente un progetto molto visivo. Punta su colori, forme e immagini, e sull’effetto che l’accostamento di tutto ciò provoca nel fruitore. Sia il packaging che il contenuto sono, d’impatto, molto gradevoli agli occhi.

È un megafono culturale. Da voce a chi rimarrebbe altrimenti nell’ombra, autori, illustratori indipendenti che hanno modo, passando attraverso la box, di arrivare ad un pubblico più ampio tagliando i costi di distribuzione.

È un progetto intelligente. Dietro c’è tanta accurata ricerca e competenze trasversali utilizzate ed incrociate in maniera efficace.

È coerente. Hoppípolla promuove cultura indie, ed è indie a sua volta, ovvero autofinanziato. Niente sponsor, solo il lavoro di gente che ha la passione per qualcosa e che ama condividere ciò che fa.

Last but not least, comprare un’ Hoppípolla è un modo per fare un regalo inaspettato a se stessi. La cosa bella è che quando la box arriva a casa e ce l’hai tra le mani, ancora sigillata, la curiosità inizia a crescere. A quel punto ti siedi sul divano o, ancora meglio, sul pavimento, la apri, e ciò che segue è un momento tutto per te, di meraviglia, condivisione, ascolto, letture e osservazione, tanta osservazione per ogni piccolo dettaglio. Ed ecco che, splash, hai fatto il tuo salto in una pozzanghera, e già non vedi l’ora che arrivi l’Hoppípolla del mese successivo.

Se vi abbiamo incuriosito: www.hoppipolla.it

di Eleonora Boscariol | Fotografie: Paolo Burato